quando correvo

giallo

e azzurro

sono i colori

di oggi

e verde il prato,

sento silenzi strani

intorno

rotti dal rumore delle foglie

spinte dal vento

e il canto dei passeri,

dov’eri quando ti cercavo

quando correvo

e quando sbagliavo

dove sono

gli aiuti promessi,

sai stare nelle chiese e nei sepolcri

e aspetti dedizione

e rispetto

ma la vita non è fumo

è carne.

mille finestre

mille finestre

accolgono il mio stato d’animo

tante sono aperte

e molte altre sono chiuse,

ho pensato che amarti

fosse la cosa più facile e naturale

che le vele sull’acqua aspettassero il vento

e le lacrime fossero di sale,

ho creduto che la musica che unisce

non potesse mai dividere

il treno è passato veloce

su binari diversi,

sto mangiando spaghetti

che sarebbero favolosi condivisi con te

sto percorrendo strade di sole

ma sole d’inverno.

nei miei appunti

nei miei appunti

un luogo

di pace

circondato da campi coltivati

distese infinite

gente di preghiera

non sembra nemmeno attuale,

occhiali scuri

la gonna nera fino alle caviglie

la scollatura

tu mi prendi bene

passeremo l’estate insieme

in questo inverno

di pensieri

e di fragili speranze.

vita in città

sirene d’ambulanza

quelle sempre

le senti

portano soccorso,

angoli di vita in città

pronti ad evadere e ascoltare il vento

una volta tra i capelli

e il tuo seno duro nella schiena,

una voce dalla finestra

urla di gioia

la nazionale di calcio vince anche adesso

come allora.

una casa perduta

ma quanta poesia

posso ancora scrivere

e i raggi di sole

illuminano

e il vento spazza le foglie secche,

ti guardavo passare

la perfezione di un corpo amato

con il profumo di argilla

e il suono

di una cascata,

stanno ristrutturando qui vicino

una casa perduta

abbandonata

e il fiume passa sotto il ponte

con i troppi perdenti.

4 luppoli

la schiuma

fresca birra che scendi

colma quest’afa

questa voglia

confondimi le idee,

ti ritrovo nei messaggi

sei ancora l’unica che si ricorda

del compleanno

del giorno che mi ha messo al mondo

messo in questo mondo,

pantaloni aderenti

che mi trascinano nelle strade

e nei sobborghi obsoleti

straripanti di gente

ma deserti.