come una rosa

sono tutti sullo scaffale i libri

alcuni letti altri no

e anche le fotografie

dei visi giovani

con i capelli scuri di linfa

e di speranze,

potevi restare tra le lenzuola

con quel sorriso

e quelle mani inesperte

invece ti sei vestita d’indifferenza

e di bellezza

come una rosa.

una conchiglia vuota

mi piace pensare come vivi

che potrei raggiungerti ogni istante

magari con una scusa

o incontrarti per caso per strada,

sulla sabbia immensa

una conchiglia vuota e abbandonata

un giorno piena di vita

e ora deserta come l’anima dentro,

il sole fa capolino

e questi pensieri sfumano

quattro passi nei ricordi non fanno mai male

un altro giorno nasce.

rauca la voce

rauca la voce

umido il pianto

di un popolo lasciato solo

a se stesso

spesso trucidato,

poi il progresso dimentica

fa dimenticare i muri

le lotte

le divisioni

i comizi farsa,

io sono stato deriso più volte

per i capelli

l’eskimo

le barricate

le molotov di fuoco,

ora sono innocuo sulla panchina

in fila alla farmacia

in fila a riscuotere

in fila a pagare

in fila ad aspettare,

di certo

giovane nei pantaloni

vedi solo te stesso

il tuo riflesso

l’immagine.

risvegli

è stato il temporale

a rinfrescare

quell’aria afosa

e insopportabile,

non ho voglia di ascoltare

le solite parole

della notte

allineate e schierate,

evado dalle stanze esausto

troppi risvegli

uguali

nel silenzio.

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